15/12/2018

Un restauro filologico e tipologico per tutelare i segni del tempo

Coordinatrice del restauro, la Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali dell’Emilia Romagna ha stabilito di consolidare, restaurare e recuperare al nuovo uso e al godimento ogni membratura, parte, finitura o decorazione superstite della fabbrica; riprodurre le proprietà e il comportamento acustico della sala scomparsa; salvaguardare l’atmosfera dell’edificio distrutto.

Ma si guarda anche al futuro. Secondo le direttive della Soprintendenza, CMB si è dedicata anche ad aggiornare le dotazioni impiantistiche e scenografiche, col ricorso a tecnologie di ultima generazione e raffrontarsi alle caratteristiche costruttive e tecnologiche del nostro tempo Amintore Galli nel rispetto della ricostruzione filologica della sala, al contempo conforme alle attuali normative antisismiche, antincendio, impiantistiche, igieniche, con una macchina scenica moderna e tecnologicamente avanzata e con una particolare attenzione all’acustica.

Progettato nel 1841 dall’architetto Luigi Poletti di Modena, illustre esponente dell’architettura neoclassica in Italia e ultimo dei grandi architetti pontifici, il Teatro Galli di Rimini fu costruito tra il 1843 ed il 1857. Grazie al suo progetto, Poletti introdusse a Rimini numerose innovazioni all’architettura teatrale ottocentesca: contrario alla ripetitività seriale dei vari ordini di palchetti, l’architetto aveva infatti previsto un sistema di arcate su piedritti per il primo ordine e un colonnato con ordine gigante per il secondo e terzo ordine di palchi.

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