Dipartimenti Universitari di Scienze, Unimore
MODENA
ITALIA
Una fabbrica delle Scienze per studenti e ricercatori
I Dipartimenti di scienze dell’Unimore hanno una nuova sede, progettata per essere sostenibile sotto vari aspetti.
Vista dall’alto ha la forma di una “E”. Dall’interno è un luogo vivibile illuminato di luce naturale nei corridoi e nei laboratori, per un maggior comfort e umanizzazione degli spazi. Pensato per accogliere una popolazione accademica permanente di circa 2.300 persone, l’edificio comprende due ampie corti aperte orientate verso la città storica, e due corti verdi chiuse sulle quali si affacciano gli spazi dedicati alla didattica. E nei piani alti si punta sulla ricerca scientifica.
Unica in Italia, senza alcuna parte in metallo visibile, crea un ambiente privo di contaminazioni
14.000
mq superficie utile insediativa
2.300
popolazione accademica permanente
56
laboratori di ricerca
Descrizione dell’opera
Edificio universitario articolato su quattro corpi che definiscono due ampie corti aperte orientate verso la città storica. Costituito da un piano interrato e cinque fuori terra sviluppa una superficie utile insediativa di 14.000 mq, 5.500 mq di aree verdi e servizi e 140 posti auto all’aperto e 40 interrati.
L’edificio, realizzato coi più moderni criteri antisismici, si articola su spazi tradizionali e rassicuranti da un punto di vista ambientale e architettonico, nonostante la destinazione tecnologica complessa dei suoi laboratori di ricerca: le strutture dissimulano abilmente cavedi, sistemi di controsoffitto e il piano tecnico. Quest’ultimo mantiene le caratteristiche della struttura dell’edificio per le sole parti verticali, mentre la copertura, è in acciaio rivestito ignifugo al fine di contenere i pesi e migliorare l’efficienza antisismica.
Gli impianti dell’edificio sono stati progettati seguendo criteri di risparmio energetico, sicurezza e funzionalità. Le strutture sono dotate di un impianto fotovoltaico in silicio policristallino. La quantità di pannelli prevista è ampiamente superiore al minimo richiesto dalla normativa vigente per garantire un maggiore apporto di energia da fonti rinnovabili.

I rivestimenti in ceramica proteggono la struttura dagli agenti atmosferici. Nell’intercapedine l’aria gira e ferma la “guazza”.
Alessandro Zuccoli
Project manager













